febbraio 27, 2014

Riflessi di Fabio Maggio

Questo quadro richiama la pittura figurativa e pittorica, che ha nel Rinascimento, Barocco, Realismo, Impressionismo, Fotorealismo e Iperrealismo, le manifestazioni più varie, dove un fondo materico convive con le figure umane in un processo creativo personalissimo.

E’ stato realizzato da un mio caro amico, Fabio Maggio. Il Maggio nasce a Foggia, nel luglio del 75. Descrivere la personalità di questo artista è puro divertimento, sia sotto il profilo umano che artistico. Lui possiede una carica vitale che trasmette a chi gli sta accanto, dal carattere gaio ed estroverso, sembra divertirsi in ognuna delle sue molteplici attività, passando dalle scene di un corto, alla tavolozza dei colori con grande maestria.

E’ un fervido amante della vita in tutte le sue forme ed un inguaribile ottimista, fermamente convinto del fatto che ognuno di noi è il solo artefice del suo destino e tinge la sua tela a seconda dei colori che attrae col pensiero, in parole povere, i nostri pensieri, altro non sono, che un progetto che demandiamo all’unico artefice possibile, l’Universo. Ed in particolare su questa tela prende forma con estro e talento il pensiero del Maggio.

Nel momento in cui l’uomo prende consapevolezza di ciò che è, e di ciò che vuole, diventa padrone assoluto della sua vita, ne diventa il timone, la dirige là dove vuole, e sceglie ciò che vuole essere. Ma prima di approdare a questa consapevolezza, lo aspetta un percorso lento e incerto, fatto di passi avanti e passi indietro, di scivoloni e cadute, per poi maturare quella consapevolezza tangibile, quasi materica, appunto, che è quella di essere ciò che si è scelto di essere, e dimenticare che esista anche solo la possibilità di essere vittime degli eventi della nostra vita.

Ebbene, questo è il viaggio intrapreso dal Maggio in questo quadro, dove egli sceglie la donna, con una fisicità sensuale e dirompente, che poco a poco assume forma e contorno, Questa figura femminea che appare quasi scolpita, si delinea  sinuosa e spigolosa in un gioco di chiaro-scuri d’effetto; predominano le tinte forti, un nero energico, quasi calcato ad imbrattare di colore la tela, la scritta che si legge in alto a sinistra è il messaggio del Maggio “Choose your life“, scegli chi vuoi essere e sii protagonista della tua vita.

Questa figura di donna, che non ha volto, per scelta del Maggio, per il solo motivo che sta ad ognuno di noi vederci la donna che vuole figurarsi, è quasi graffiata sulla tela, ha lo spessore di un bassorilievo, il colore si accalca denso, grumoso, su se stesso, creando una fisica suggestione materica e chiaroscurale.

S’intravede una tradizione figurativa e colta, dove l’impulso all’istinto pittorico prende il sopravvento, da vita ad un blocco plastico, ad un’architettura umana di tinte forti e forme, si assapora osservando il quadro, un’intensa drammaticità evocativa che la donna esprime nell’appoggiarsi al muro che la riflette, perchè il percorso nella consapevolezza è duro e stancante, il suo sguardo però vi è sempre fisso e rivolto, e poco a poco, in un gioco di bianco e nero il profilo assume contorno e si delinea, così come si delinea la sua consapevolezza di donna, che è, sa e può.

La pittura qui è pathos, tensione emotiva, fatica, personalissima armonia delle forme, lotta continua tra la realtà nel quadro e il quadro nella realtà. Insomma il lavoro di Fabio Maggio rappresenta un processo di livello sistemico che inizia con uno stimolo e termina con una risposta : Choose your life! Nella tela il colore ha un ruolo chiave per giungere allo scopo che il Maggio si è prefissato, infatti è di una consistenza tangibile, corporea, ha peso, quantità, spessore, oggetto.

Lo spessore tende a dissolvere i contorni figurativi in un’erosione di colore lenta, sfumata, in un agglutinarsi indistinto di colore, materia e figura umana.

Recensione di Emanuela Greco
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